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  Volando [ Guardando dall'alto ]
         



"...io sono un principe libero
e ho altrettanta autorità di fare guerra
al mondo intero quanto colui
che ha cento navi in mare"
SAMUEL BELLAMY
[pirata alle Antille del XVIII secolo]

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E tu chi salveresti?


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Solo una cosa. Leggetele



tessera partito folli e folletti 2

Finalmente lei ha proposto un partito davvero nuovo
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scrivi a Volando

Pensieri:

L'uomo non è nato per volare, in compenso da quando è nato pensa a un sacco di modi per realizzare cio' che non era destinato a fare.
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Sono i nostri difetti a renderci esemplari unici della specie umana.
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Citazioni:

«Perché una volta che avrete provato a volare
Camminerete sulla terra con gli occhi rivolti al cielo
Perché lassù siete stati
E lassù avete voglia di tornare...»

Leonardo da Vinci
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Salito Astolfo sul destrier volante,
lo fa mover per l'aria lento lento;
indi lo caccia sì, che Bradamante
ogni vista ne perde in un momento.
Così si parte col pilota inante
il nochier che gli scogli teme e 'l vento;
e poi che 'l porto e i liti a dietro lassa,
spiega ogni vela e inanzi ai venti passa.

Ludovico Ariosto
L'Orlando furioso


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9 aprile 2006

Il cielo visto da terra

Capita che un amico ti chiede di dargli una mano per i campionati italiani di volo a vela...
Capita che gli dici di si...
Capita che al mattino provi invidia per chi andrà in volo...
Capita di sentirsi coinvolti dall'atmosfera... di farsi degli amici... di scoprire nomi e persone che prima avevi solo letto sui libri e sulle riviste...
Capita che scopri che non è poi male aspettare gli arrivi sdraiato al sole nel cassone del pik up...
Capita di condvidere gioie e delusioni...
Capita di guardare il cielo da terra...



 




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3 aprile 2006

Enea

Non lo conoscevo. Un saluto veloce, un ciao, che ci si scambia tra tutti i presenti ad una gara di volo a vela.

Lui gareggia, la sua ragazza gli fa da squadra, mentre io faccio altrettanto per l’amico Massimo.

Dopo i decolli qualche ora di noia in attesa degli arrivi.

E poi arrivano. Uno alla volta scaricando l’acqua di zavorra che si trasforma in lunghe scie.

Arrivano tutti. Arriva anche Massimo.

Tutti tranne Enea.

Telefonate. Si scopre che già nel primo pomeriggio era partito un allarme dal suo localizzatore d’emergenza.

L’allarme è stato intercettato da un satellite… rimbalzato alle stazioni a terra… rimpallato dalla burocrazia tra guardia costiera ed aviazione militare… quando arriva a Torino è ormai buio e gli elicotteri non decollano.

In Francia si riceve lo stesso segnale. Decollano 2 elicotteri… ma il vento è troppo forte e la posizione rilevata dal satellite incerta.

Si sospende le ricerche.

Oggi sono ricominciate.

5 elicotteri per cercare Enea.

Verso le 3 del pomeriggio si trova l’aliante. Capovolto… spezzato…

Enea verrà recuperato più tardi. Quando il vento sarà calato a sufficienza.

Enea è decollato ieri e non è più atterrato.

Prima di lui è successo ad Aldo e a Giulia…

 

Stasera penso a questa mia passione.

Cosi immensa e cosi incredibilmente bella per la maggior parte del tempo, ma che in pochi attimi sa essere cosi terribilmente crudele.

 




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26 marzo 2006

Un volo d'aquila.

E' morto Angelo D'arrigo.
Tra i pionieri del volo libero è diventato famoso quando si è alzato in volo con un deltaplano a motore sull' Etna in piena eruzione.
Dopo sono seguite trasvolate con gli uccelli migratori o con falchi e aquile quali compagni di volo.
Non ho sempre aprezzato il "marketing" di alcune sue imprese. Ma sicuramente Angelo D'Arrigo ha saputo fare del suo sogno la sua vita.




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19 marzo 2006

Bar dello sport

Il bar dove prendo solitamente il primo caffè della giornata è il più classico dei bar dello sport.
Una macchinetta per le schedine ed il super enalotto, avventori che scommettono sui cavalli, ci si scambia battute su chi ha vinto e chi ha perso... Io non gioco coi cavalli non seguo il calcio e generalmente mi lascio scivolare addosso le discussioni che si fanno in merito. Ma l'altra mattina mentre la caffeina faceva lentamente il suo effetto piano piano una parte di questi discorsi cominciava a filtrare "...hai visto che roba... quasi 80km/h... e quello che l'accompagna è il suo fidanzato...".
"e la squadra Italiana?? Hanno perso 12 a zero le prime due partite ma hanno rischiato di pareggiare le ultime 2... Il capitano è di queste parti e tutti lo conoscono e lo ammirano... era già un mito quando di gambe ne aveva due.. ora che fa le stesse cose con una sola...".
Quando il caffè ha completato il suo effetto capisco che parlano delle paralimpiadi. Non c'è scherno o compassione. La passione è la stessa dei discorsi su Vialli o la Ferrari.
Si parla di un atleta di biatlon che mira al bersaglio con i suoni di una cuffietta al posto degli occhi. E che scendere tra i pali con quella sedia montata su un solo sci deve essere difficile... ma anche divertente. Si arriva ad ipotizzare tipologie di gare comuni tra disabili e normo dotati.
Io mi scopro a parlare di sport con questi geometri, operai dell'ANAS, autisti di bus, che fino a ieri salutavo con un ciau (con la u siamo in Piemonte) assonnato mentre guardavo il cucchiaino sprofondare nel caffè.
Quando esco mi sento meglio. Anche un po' orgoglioso di queste persone.

Qualche giorno fa cercavo di convincere durante un pranzo il presidente di un Aero Club a realizzare dei corsi di volo per disabili. Pensavo che avendo trovato un quasi sponsor, il nome di chi aveva già risolto i problemi legali, e anche i primi iscritti, la risposta che potevo avere era solo un convinto si.
Invece non è stato cosi. La confusione tra disabilità e capacità d'intendere... tra l'essere su una carrozzella e saper disporre del proprio destino e della propria vita... tra autonomia motoria e autonomia intellettuale... questa confusione in questa persona era totale.

Invece tra gli avventori del bar dello sport... tra quelle tute da imbianchino e le borse da idraulico... le cravatte da amministratore di condominio no.
Nel pomeriggio ho trovato un altro sponsor... fa il pasticciere. Ora il progetto non è più il mio ma il nostro... forse un giorno troveremo anche un presidente d'aeroclub che capisce la differenza tra camminare e pensare.




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23 febbraio 2006

Grande fratello

Aeroporto di Torino Aeritalia.

Sulle carte ufficiali IGM italiane non esiste... ma basta andare su Google Earth per trovarlo... e sorpresa... uno degli alianti schierati è il mio... e zommando un po' di più ho trovato anche l'auto




Ringrazio l'amico Mario che me lo ha segnalato :-)




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25 gennaio 2006

Nuova Zelanda quarto giorno

Al quarto giorno di gara del Gliding Grand Prix Galeto arriva al quarto posto.

Non male se si considera che i primi quattro dopo 230 km di gara sono tutti racchiusi in un minuto. Ancora una gara percorsa ad oltre 130 km/h di media.




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23 gennaio 2006

Dall'atra parte del mondo si vola ed un Italiano è protagonista.

Dalla Nuova Zelanda arrivano immagini mozzafiato ( http://www.gp06.com/ ) riguardanti il Gliding Grand Prix e anche una buona notizzia.

Il fortissimo pilota di Trento, Giorgio Galetto 
è arrivato primo nella seconda giornata di gara.
Quella di Giorgio è una famiglia che ha le radici nel cielo.
Il nonno era già pilota durante la prima guerra mondiale. Il papà all'età di 81 anni è ancora un pilota di volo a vela in attività :-). La moglie è anche lei volovelista.

La prima giornata di gara si è svolta su un percorso di 260,7 Km chiusi alla media di 133 km/h dal polacco Sebastian Kawa.
La seconda si svolgeva su un percorso di 269,7 Km ed è stata vinta da Giorgio Galetto alla media di 109 Km/h.
Non ho ancora visto i file generati dai GPS, ma immagino planate attorno ai 200km/h tra un ascendenza e la successiva, e una planata finale vicina ai 300 km/h.
Tutto con la sola energia solare che si trasforma in movimenti dell'aria.

Poi c'è chi dice che l'eolico non può accendere qualche lampadina :-)

Ecco qualche immagine.


L'arrivo di Galetto con la scia lasciata dall'acqua di zavvorra, scaricata poco prima dell'atterraggio.


Un arrivo emozionante di 3 piloti in contemporanea... e siamo solo durante la giornata d'allenamento.


Questi piloti hanno scelto di effettuare un basso passaggio per tagliare il traguardo









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17 gennaio 2006

Kenya e Olimpiadi Invernali

Cosa c'entra Il Kenya con le prossime olimpiadi di Torino?
Forse nulla ma oggi ascoltando il TG il mio cervello, forse malato, non ha potuto evitare di associare le due cose.
Sulle montagne olimpiche non nevica da mesi.
Per porre rimedio e consentire lo svolgimento delle gare si sta raccogliendo la poca acqua in quota per convogliarla in invasi artificiali e utilizzarla per i cannoni sparaneve.
Come può spiegare qualunque studente che abbia un infarinatura di fisica, per produrre neve con questo sistema si crea in realtà calore.
In Kenya, come in Piemonte, si sta vivendo un serio periodo di siccità.
La differenza è che in Kenya non si preoccupano di innevare le piste da sci.
In Kenya non c'è a rischio lo svolgimento di qualche gara o la gita domenicale sulla neve.
In Kenya rischiano di morire di sete e di fame 350.000 persone.
Il governo Keniota ha messo a punto un piano, che utilizza risorse comperate all'interno del medesimo stato, che dovrebbe costare 150 milioni di euro. Ma il Kenya ha a disposizione poco più di 40 milioni.



In un documento della regione piemonte, qui , si legge che:

Solo per le realizzazioni delle opere architettoniche previste per lo svolgimento dei giochi olimpici invernali del 2006 è prevista una spesa complessiva di circa 1400 milioni di euro.

Se con 150 milioni si possono salvare 350.000 vite, quante se ne salvano con 1400 ?




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12 gennaio 2006

Fuori campo... O l'elogio della lentezza

 

Volare senza motore ha l'inconveniente talvolta di dover finire anzitempo il volo in un prato.

Non sempre è una brutta esperienza.

 

Un errore.. uno solo…

Una bella termica lasciata un po’ troppo presto… ed ora eccomi a “raspare” il costone ad una quota vergognosamente bassa…

Nemmeno 10 minuti dopo sono in sottovento ad un campetto appena seminato lungo circa 250-300 mt.

A fianco del campetto c’è un laghetto con tanto di pescatore. Penso : “Bene avrò compagnia in attesa del recupero”.

Fuori il carrello. Cinture tirate. Tutti gli oggetti vaganti nella cabina li butto alla cieca nel bagagliaio dietro il poggiatesta.

Mi concentro sul finale.  Il campo scelto è preceduto da un altro che ha sul bordo un filare di piante. I due campi sono separati da una stradina.

Supero gli alberi. Metto fuori tutti i Flaps. Il mio aliante è un po’ da naso in atterraggio… ma se lo porti bene in finale poi  atterra in un orto di piselli.

Miro 10 mt prima della stradina, livello, la supero a 40 cm di quota e tocco il campo prescelto con uno degli atterraggi più morbidi che ho mai fatto.

30 mt di rullaggio e sono fermo.

Avviso alla radio gli amici rimasti in volo che va tutto bene. Apro la capottino, sfilo il paracadute e scendo. Mi aspettavo il pescatore mi venisse incontro… ma nulla… Resta li come se niente fosse.

Recupero cellulare, portafoglio e GPS e lo raggiungo.

 

Dialogo:

Io: “Hem… Buon giorno… Hem io sarei atterrato qui con l’aliante.”

Pescatore: (Senza girarsi a guardarmi) “A si si ti ho visto.”

Io: “Si sa…. Hem dovrei spiegare come arrivare qui ai miei amici che verranno a recuperarmi… Come posso spiegargli la strada per arrivare qui dall’aeroporto?”

Pescatore: (Serafico) “Gli devi telefonare.”

Io: (Penso) “ecco ci mancava quello spiritoso.” ( Dico) “Si si … Ma che strada le devo dire di fare.”

Pescatore: “Ma hai fretta?”

Io: “Be si… Sono in mezzo ad un campo con un aliante lungo 7 mt largo 15… pesa 250 kg… certo che ho fretta di togliermi di qui!”

Pescatore: (Bonario) “Ma se non atterravi qui che facevi?”

Io: “Be avrei continuato a volare….”

Pescatore: “Allora non hai tutta questa fretta?”

Io: ( Confuso) “No… cioè si… Insomma se restavo in volo no, ma qui che faccio…? Io sono un pilota… Ora ho fretta di tornare a casa…”

Pescatore: “Be anche io sono qui ma non ho mica fretta… Si sta bene qui… Cosa c’è che non ti piace qui…?”

Io: “Nulla ma…”

Pescatore: “E allora tieni… (mi passa la canna) Reggi qui mentre apro una birra.”

Io: ( Penso) “E’ matto…”

Pescatore: “……………… Ecco bevi un sorso va.”

Io: “Grazie.” ( Penso) “In fondo non si sta cosi male qui.”

Pescatore: “Allora ai tuoi amici devi dire…. Di uscire dall’autostrada, andare verso l’ipermercato quando vedono il sottopasso della ferrovia girano a destra e poi diritto fino a qui. Non è poi cosi difficile.”

Io: “Grazie” ( nel mentre prendo il cellulare e chiamo un amico)

 

Al telefono:

Io: “Pronto? Pronto?”

Amico: “A ciao ma non eri andato a volare?”

Io: “Si ma sono già atterrato.”

Amico: “Già atterrato?”

Io: “Si ma non a Torino… Hem… Vedi sarei in un prato fuori città…”

Amico: (Tra l’arrabbiato ed il preoccupato).  “Ecco vedi… fai sempre il furbo… L’aliante? Cosa si è rotto? E tu ? Come stai?”

Io: “No no … non ho rotto nulla… e io sto bene… Solo dovresti prendere la macchina, il carrello e venire a prendermi.”

Amico: (Improperi vari, vagheggiamenti su un appuntamento con una dolce fanciulla, tentativo di suscitare in me sensi di colpa citando la sua ernia e il peso delle parti che compongono l’aliante)

Io: “Dai guarda… la macchina è in aeroporto con le chiavi nel cruscotto.. Il carrello è a posto. Non sono lontano.”

Amico: “E dove sei? Come ti trovo?”

Io: (Ripeto quanto detto dal pescatore).

Amico: “A si ho capito… dopo il sottopassaggio prendo la stradina dove ci sono le battone.” (Traduci prostitute).

Io: (Imbarazzato) “Non so… non sono arrivato qui da quella strada.”

Lui: (Ormai meno incavolato): “Si si va be… Ok cerco qualcuno e tra mezzora sono li.”

Io: “Grazie”

 

Torno dal pescatore:

Io: (Sorridente) “Grazie… Arrivano tra poco… Abboccano?”

Pescatore: “Ma che domande… Certo che no… Se abboccassero che verrei qui a fare? Sono solo a casa… Potrei pescare solo una trota poi delle altre che ne farei?”

Io: ( Penso). “Ecco lo vedi che è matto….!”

Pescatore: (Sta in silenzio e guarda il galleggiante della lenza).

Io: (Sto in silenzio e guardo il galleggiante della lenza)

 

Dopo molto tempo:

Pescatore: “Ecco c’è una macchina saranno i tuoi amici”

Io: (Sollevato). ”Si si, sono loro”  ( E aggiungo un po’ deluso) “Be insomma hanno fatto in fretta… In fondo si stava bene qui all’ombra.”

Pescatore: “Certo che si sta bene altrimenti che ci verrei a fare qui tutti i giorni?”

Io: “Be grazie della birra… Ora vado a smontare l’aliante”

Pescatore: (Ritirando la lenza). “ Si anche io è ora che vada.”

Io: Ma davvero non abboccano…? Eppure si vede un sacco di pesci!”

Pesatore: (Finendo di recuperare la lenza). “ No te l’ho detto… Non abboccano altrimenti sarei già a casa da un pezzo.”

Io: “ Bene allora ancora grazie e arrivederci.”

Pescatore: “Arrivederci.” (Recupera gli ultimi metri di lenza… Solleva il galleggiante fuori dall’acqua… Sotto appare il capo della lenza…. Non c’è nessun amo attaccato)

Io: (Scandalizzato) “ Ma non c’è l’amo ecco perché non abboccano.”

Pescatore: “Certo che non c’è l’amo…. Come devo dirtelo…? Se abboccano io poi qui che ci sto a fare?”

 

Io mi incammino di malavoglia sotto il sole verso gli amici.

Lui sale sulla bici e comincia a pedalare piano con il cestino a tracolla e la canna sulle spalle.

 




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30 dicembre 2005

Una partita a scacchi

Perché amo volare in aliante?

Molti credono che volare in aliante sia bello per il silenzio, per i paesaggi che si vedono, per la vicinanza con la natura.

Tutto questo è vero.

Ma il volo in aliante ha un piacere più sottile.

Due piloti di aeroplano a motore che vogliono andare da un punto A ad uno B con 2 aeroplani simili, pianificheranno il volo in maniera pressoché identica.

Facilmente due piloti d’aliante, che devono percorrere una rotta identica, faranno scelte anche radicalmente diverse.

Questo perché la pianificazione di un volo a motore ha poche variabili. Prestazioni dell’aereo, eventi macro metereologici, e poco più.

Una volta decollati si imposta la prua verso il punto che si vuole raggiungere, si compensa l’eventuale scarroccio del vento e sostanzialmente si cerca di tenere l’aereo sopra la riga immaginaria che collega i due punti alla quota stabilita e alla velocità calcolata. Certo una navigazione accurata prevede anche di rispettare i tempi stimati, valutare le riserve di carburante ecc..

Ma tutto questo viene generalmente pianificato e calcolato a terra. Se non si sono fatti grossi errori di valutazione quasi tutto il volo si riduce nel sorvegliare che l’aereo percorra la rotta prevista con i parametri desiderati .

In aliante tutto questo non è possibile.

Tanto per cominciare per andare da A a B difficilmente (meglio sarebbe dire mai) un aliante potrà seguire una linea retta che collega i due punti. L’aliante non ha motore per cui deve ricavare l’energia necessaria al volo dall’ambiente che lo circonda. In parole povere deve trovare masse d’aria che salgono per guadagnare quota che poi spenderà spostandosi verso un'altra, presumibile, zona d’ascendenza. Sperare di trovare queste masse d’aria ascendenti semplicemente andando diritto è un azzardo che probabilmente si risolverebbe nell’atterrare ben presto in un prato in attesa del recupero.

Bisogna quindi agire d’astuzia. Immaginare le possibili zone dove, in base alla meteorologia della giornata, si troveranno buone ascendenze. Collegare tra loro queste zone con rotte che possibilmente ci facciano evitare sicure discendenze e anzi magari ci permettano di planare con la minore perdita di quota.

Parte di queste valutazioni si fanno ancora a terra. Ma in volo raramente troveremo esattamente quanto previsto. La base delle nubi sarà più alta o più bassa. Le termiche a distanza diversa da quella ipotizzata. La nostra strategia dovrà essere modificata di conseguenza. Col passare del tempo il sole cambierà la sua posizione, riscalderà le montagne su versanti differenti. Le brezze di vale invertiranno la loro direzione.

Il pilota d’aliante deve continuamente valutare la correttezza delle proprie ipotesi, correggerle, speculare su cosa troverà l’attimo seguente e adeguare la propria strategia.

Leggere nei segni del cielo e della terra cosa la natura gli suggerisce.

Il pilota d’aliante vola cercando quella data nuvola, il volo disordinato di uno stormo di rondini o l’agitarsi dell’erba alta che indica lo staccarsi di una termica dal suolo.

Immaginare che: ora lascio la termica, plano per 20 km sulla pianura, poi mi appoggio su quel costone, quando arrivo sulle roccie al sole trovo una termica che mi permetterà di fare i successivi 30 km… e vedere confermate le proprie previsioni… be è un piacere che nessun pilota di jet, a meno che non sia anche lui un volo velista, potrà mai provare.

Volare in aliante è come giocare una partita a scacchi contro un avversario molto fantasioso e contro cui non puoi mai bluffare. Pattare una partita con la natura è una soddisfazione che nessuna vittoria contro altri avversari può regalare.


 

In blu la rotta. In giallo, verde, azzurro o blu il percorso seguito.
Giallo quota più bassa. Blu quota più alta.
 




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