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A tutti quelli che… “ la vita non si discute”

A tutti quelli che… “lo stato non deve parlare di eutanasia, perchè parlare di certe cose non è morale (etico) ed anche il santo padre a detto che….”

 

Provate a stendervi in une letto, fermi, immobili. Provate a respirare con i tempi dettati da un metronomo. Senza che il respiro possa seguire il vostro desiderio, pensiero, necessità.

Quando vi pruderà il gomito, non potete grattarvelo. Non potete nemmeno contrarre i muscoli per strusciarlo sulle lenzuola. Dovreste chiamare qualcuno perché ve lo gratti lui…. Ma non potete nemmeno parlare per chiamarlo. Solo appena muovere gli occhi

Immaginate di dover urinare con un catetere, il vostro intestino è attaccato con un tubo ad un sacchetto che altri saranno costretti a cambiare periodicamente. Immaginate di mangiare attraverso un tubo che va’ direttamente nello stomaco.

Immaginate la schiena piagata, lo spazio fra le natiche infiammato. Immaginate infermieri e parenti che vi lavano, vi ungono le piaghe con le creme. Vi rivoltano con fatica nel letto sollevando ogni volta l’odore di un corpo malato nell’aria.

Immaginate di dover fare a meno del telefono, del computer, del telecomando, anche dell’interruttore della luce nella vostra stanza.

Fate questo esercizio per un ora. Non per un giorno, provate a farlo per un ora.

Provate a convincere un parente, un amico, ad assistervi per quella sola ora.

E dopo provate ad immaginare, se ne siete capaci, di moltiplicare quell’ora per 10, per 100, per mille.

Non basta. Un solo anno di vita in queste condizioni equivale a 8760 ore. Davvero se vi toccasse questa sorte, a voi, ad un vostro caro, sareste cosi inflessibili con “il non discutere della vita?” Della nostra (vostra) o di quella degli altri?

 

 

 

 A tutti quelli che “non si possono toccare gli embrioni”

“Perché gli embrioni sono vita”… e allora facciamone un feticcio di questa vita. Tanto che fastidio danno se stanno li ad esaurirsi in un bagno di azoto liquido? Che muoiano in silenzio, senza disturbare le nostre certezze morali. E chi se ne frega se potrebbero servire ai tanti Giorgio, Luca, Daniele… non indaghiamo troppo sulla vita… Potremmo scoprire che la nostra non ci piace.

E tutti coloro condannati a finire come Piergiorgio Welby o come Luca Coscioni? Sopportino con dignità la loro sorte. Senza chiederci una speranza di vita migliore grazie agli studi sulle staminali. Ma senza neanche chiederci di poter morire in santa pace dignitosamente.

Insomma che non disturbino. Questi sono mica discorsi che si possono fare “turbando la coscienza di milioni di cittadini”.

E se Jago a 14 anni sta su una sedia a rotelle… che gli si spieghi che “ cosi è la vita”… o almeno quella che, chi sa cosa è moralmente giusto e cosa è moralmente sbagliato ( se non ci fossero loro dove andrebbe a finire il mondo?), dice che deve essere. E se chi sa cosa si e cosa no per una volta ha un dubbio? Bè in caso di dubbio non c’è che una scelta… non decidere nulla.

 

Alla fine la parola che manca sempre è una sola. LIBERTA’

 

Libertà di ricerca.

Liberta di scegliere come vivere,

libertà di scegliere come morire.

 

A tutti un augurio per un sereno natale.

 

Ciao, Fulvio

Pubblicato il 21/12/2006 alle 21.33 nella rubrica Diario.

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